ISTITUTO DI ISTRUZIONE SUPERIORE “Umberto Follador” AGORDO (BL)
Anno I – Numero 4 – Aprile-Maggio 2012
PERIODICO SULLE ATTIVITÀ DEL PROGETTO PACE
Giovani in cammino per un nuovo umanesimo
A BELLUNO LO SPETTACOLO DELLA RETE
Sul palco del Teatro comunale, il nostro gruppo ha presentato una coinvolgente e applauditissima coreografia sul tema del rapporto tra le generazioni.
Il prossimo 7 maggio avremo la possibilità di presentare il nostro lavoro al Gran Teatro Geox di Padova, nell’ambito del Meeting internazionale della Rete Progetto Pace.
QUANDO DALL’IMPEGNO SGORGA L’EMOZIONE
AL teatro comunale con altre dieci scuole della provincia
Innumerevoli emozioni hanno dato colore al nostro laborioso percorso vissuto per la preparazione di questo piccolo grande spettacolo.
Grande, non per le umili doti artistiche che ognuno di noi possiede, non per le musiche scelte, né per la coreografia realizzata, ma grande per l’impegno e l’amore profuso nel compierlo, per non parlare del bene che, dall’inizio alla fine ci siamo scambiati e che tutt’ora continuiamo a scambiarci.
Nessuno di noi è attore o ballerino, ma tutti abbiamo cercato, in un modo o nell’altro, di calarci in quel ruolo e se prima non eravamo né l’uno né l’altro, in quei brevissimi e allo stesso tempo eterni nove minuti trascorsi sul palco del teatro comunale di Belluno, lo siamo diventati.
Ma, ragazzi miei, non è ancora finita. Anzi, adesso arriva il bello! Il 7 maggio al Gran Teatro Geox di Padova ci sarà il vero e proprio concorso dove, sono certa, tutti noi daremo il massimo.
Vorrei, tuttavia, dirvi una cosa, ovvero che a prescindere dal risultato che otterremo, la nostra vittoria l’avremo comunque raggiunta perché siamo riusciti a realizzare tutto questo senza inutili tensioni, senza litigi, ma con il sorriso, la collaborazione, l’impegno e soprattutto divertendoci.
Sento di ringraziare tutti perché questa esperienza vissuta insieme sarà, senza dubbio, chiusa a chiave in un cassetto del mio cuore per non rischiare di perderne il ricordo. Grazie!
Federica RuOsi – classe 5 liceo
RINNOVARE L’IMPEGNO PER LA GIUSTIZIA
INTERESSANTE SERATA CON MONI OVADIA E DON CIOTTI
Che dire di una serata che è stata non solo interessante ma anche coinvolgente. I protagonisti di questo evento sono stati Moni Ovadia, e don Luigi Ciotti, il primo, scrittore, musicista, attore di teatro, il secondo, “prete di strada” fondatore del “Gruppo Abele” di Torino e di “Libera”, associazione nata per opporsi alla mentalità mafiosa e promuovere il valore della partecipazione e della cittadinanza attiva.
L’argomento, filo conduttore dell’incontro, è stato quello della giustizia. È stata una serata piena di emozioni, piena come il teatro di Belluno che ha ospitato l’evento organizzato dalla Diocesi Di Belluno-Feltre.
Gli intervenuti hanno avuto una bella testimonianza di come, pur partendo da culture e tradizioni diverse, si possa giungere a condividere, con reciproco arricchimento, le stesse conclusioni.
Ci si è dapprima introdotti nel tema attraverso la sensibilità della cultura ebraica di cui Moni Ovadia si è reso splendido interprete. “Il mondo, ha detto, riposa su tre pilastri: giustizia, verità e pace. Se fai giustizia, fai verità e fai pace.” Ma attenzione perché non sempre ciò che chiamiamo giustizia è davvero tale: anche la giustizia di Hitler, come strumento di equilibrio tra gli uomini, poteva essere considerata perfetta, ma non era affatto giusta.
Molto spesso pretendiamo che la giustizia debba essere giusta nei confronti degli altri senza lasciare scappatoie, mentre se i soggetti a cui bisogna ricondurre un atto di giustizia siamo noi speriamo sempre che essa sia indulgente. Forse è per questo che frequentemente ci lamentiamo delle ingiustizie, solo quando vanno contro la nostra idea di giustizia o il nostro esclusivo interesse.
La giustizia, in fondo, è l’unico motore per una relazione efficace tra gli uomini e quindi per la pace.
Altro relatore della serata e figura importante del nostro tempo è stato don Ciotti: dalla voce di questo prete sono risuonate con forza parole come democrazia, giustizia, libertà, uguaglianza, legalità, responsabilità, identificate come spina dorsale della nostra Costituzione.
Da sx: Moni Ovadia, Don Luigi Ciotti, il moderatore della serata don Rinaldo Ottone, Roberta Gallego Sostituto Procuratore della Repubblica di Belluno e l’avvocato Enrico Gaz
E nello scorrere di fatti deludenti, ma anche di belle storie di speranza, il pubblico in sala ha potuto cogliere da un lato la complessità delle problematiche oggi sul tappeto, ma nel contempo la forza e la determinazione di tante persone, giovani compresi, disposte a lottare per costruire un nuovo modello di società per il quale tutti sono stati chiamati ad essere protagonisti.
Alla fine, ha concluso Ciotti, a tutti, non importa se credenti in qualcosa di più grande di noi o no, non ci verrà chiesto se saremo stati credenti, ma credibili.
Concludo questo articolo con una frase che mi ha colpito molto: “il mondo riposa sull’alito dei bimbi che studiano”, non vi chiedo di analizzarla in maniera filosofica, ma di rifletterci, perché il mondo che verrà sarà quello che sapremo costruire già da oggi, ma soprattutto è affidato ogni volta, di generazione in generazione, alla capacità che l’adulto avrà di investire risorse e fiducia nelle giovani generazioni. Noi possiamo essere, i più piccoli di noi potranno diventare, la carta vincente da giocare perché il nostro diventi un mondo più giusto.
Una scrittrice anonima – 5 liceo
Se riconosci qualcosa di ingiusto, cerca di impegnarti subito a porre fine all’ingiustizia, perché mai aspettare l’anno prossimo?
Meng Tzu, Pensatore cinese, IV-III secolo a.C.
LAVORARE IN RETE
LA NOSTRA PRESENZA NELLA RETE DI SCUOLE BELLUNESI
Imparare a mettere insieme idee e risorse per creare nuove e maggiori opportunità è sempre un fattore positivo, ma per le nostre realtà periferiche diventa quasi una necessità. Anche le scuole non fanno eccezione, è per questa ragione che abbiamo deciso di far parte della Rete di scuole per un mondo di solidarietà e pace di Belluno che condivide i nostri stessi obiettivi. Per anni abbiamo condiviso anche la presenza nella Rete Progetto Pace di Treviso con la quale siamo ancora collegati. Avere tuttavia un’organizzazione territorialmente più vicina ci consente di sfruttare meglio le opportunità offerte; ecco allora che anche la nostra scuola e i nostri studenti hanno potuto avere occasioni altrimenti difficilmente realizzabili.
In questi anni siamo stati nel cuore dell’Europa, prima a Ginevra nelle sedi dell’ONU e poi a Bruxelles per un tuffo nella conoscenza dell’Unione Europea, ma anche a scuola siamo riusciti a proporre alcune testimonianze significative, come quella di John Baptist Onama, un ex bambino soldato salvatosi grazie all’incontro con persone che lo hanno fatto andare a scuola, oppure con il prof. Michele Di Cintio, storico europeista, che ci ha aiutato a rileggere la nostra storia, con uno sguardo attento alle sfide e ai cambiamenti che abbiamo di fronte.
Siamo certi che la collaborazione all’interno di questa realtà possa offrirci ancora belle occasioni di crescita.
IN UNA SOCIETÀ DOVE TUTTI RECLAMANO DIRITTI
È FORSE NECESSARIO RISCOPRIRE IL SENSO
E IL VALORE DEI DOVERI
Grazie ai diritti, gli esseri umani si sono emancipati dal dominio di altri uomini, dall’oppressione, dalla discriminazione, dall’esclusione, dalla povertà e da tante forme di violazione della dignità personale, […] tuttavia è chiaro che una società democratica formata da cittadini persuasi di avere soltanto diritti, degenera nel dominio dei prepotenti sui deboli, dei furbi sugli onesti, dei dissennati sui saggi.
Maurizio Viroli, L’Italia dei doveri, Rizzoli
Suggerimenti e contributi da parte dei nostri lettori sono bene accetti


















